Settori vitali – Latte

Settori vitali – Latte

In Sardegna non possiamo avere arroganti industriali sempre più ricchi, pastori sempre più poveri e una RAS preda dell’ignavia.

Occorre promuovere un piano strategico per diversificare i prodotti in funzione di nuovi mercati, serve con urgenza una autority al di sopra delle parti, non di mediazione ma di certificazione, di quantità e qualità indispensabile per pianificare e governare le produzioni. Una autority antispeculazione, capace di regolare in modo scientifico la domanda e l’offerta del sistema lattiero caseario sardo.

Occorre prefissare un quantitativo di latte da destinare al formaggio di punta, in questo caso il Pecorino Romano. Se ne deve produrre sempre e solo quello necessario a mantenere elevato il valore della produzione, senza mai alterare il valore commerciale del prodotto di punta, con il restante quantitativo di latte prodotto occorre orientare la diversificazione ad altre nicchie e nuove potenzialità. 

Occorre azzerare le scorte e serve la volontà politica per farlo, ma non sono più sufficienti solo provvisorie ed effimere soluzioni politiche, tantomeno per la definizione del prezzo del latte. Occorre esplorare nuovi mercati, orientare meglio le produzioni. 

Occorre perseguire politiche tese al miglioramento genetico del bestiame, incrementare l’autoproduzione di mangimi e foraggi proprio per le condizioni insulari della Sardegna e promuovere un grande piano di comunicazione per la promozione del prodotto “Pecorino Romano” e una seria gamma di diversificazione dei prodotti del settore. 

Continuare a stare fermi significa distruggere il settore, proprio quando si intravvedono importanti occasioni di rilancio.