Settori vitali – Energia e ambiente

Settori vitali – Energia e ambiente

Puntiamo alla sovranità energetica che governi la produzione elettrica pubblica e privata e della gestione integrata delle reti. 

Non esiste altra strada per tutelarci dalle speculazioni energetiche che non sia quella di imporre il diritto dei sardi alla propria sovranità energetica attraverso scelte libere, moderne, sostenibili e indipendenti dagli interessi di grandi gruppi di speculatori privati. Questo comporterà l’immediata moratoria e il successivo divieto di qualsiasi tipo di sfruttamento delle risorse energetiche fossili, limitate e inquinanti presenti nel sottosuolo sardo.

Le fonti rinnovabili non sono prive di impatti: faremo una legge sarda che regoli in modo chiaro e preciso lo sfruttamento delle risorse naturali come vento, sole, biomasse, acqua e nei moti marini correntizio e ondoso da parte di entità private esterne in modo che i benefici economici derivanti dal loro sfruttamento siano a vantaggio delle comunità locali e compensino la violazione di paesaggi e spazi urbani.

La principale fonte di energia è l’energia non dispersa. Per questo finanzieremo il potenziamento delle politiche di risparmio energetico e aumenteremo gli incentivi alla bio-edilizia per la riqualificazione energetica di ogni antropizzazione.

Avremo un piano della mobilità elettrica che permetterà di cominciare la progressiva diminuzione del ricorso ai combustibili fossili per la mobilità locale privata e pubblica.

Vogliamo invogliare le aziende e i privati a produrre energia in proprio. L’autoproduzione di energia elettrica e termica va incentivata con l’innesco di filiere di progettazione, produzione e installazione di impianti di energia rinnovabile.

Intendiamo riproporre il grande piano sull’isola dell’idrogeno messo a punto dal professor Carlo Rubbia.

Opereremo una mappa definita di ogni tipo di inquinamento dell’inquinamento chimico, elettromagnetico e atmosferico e sulla base dei risultati avvieremo la bonifica immediata dei siti storici industriali e militari in collaborazione con UE, enti locali e istituti di ricerca. 

Le bonifiche saranno opportunità di lavoro per i territori martoriati dalla loro necessità e in molti casi consentiranno l’estrazione di materiale riciclabile.

Per fare queste scelte sarà necessaria la riorganizzazione territoriale della struttura e delle competenze dell’ARPAS.

Intendiamo bloccare ogni arrivo di rifiuti in Sardegna da altri territori dello Stato, contrastando in ogni modo le infiltrazioni mafiose o camorristiche nel settore dei rifiuti.

Puntiamo a bonificare le aree minerarie dismesse attraverso un piano di recupero dei tenori di piombo e zinco contenuti nei 200.000.000 di mc di sterili accumulati nei presidi estrattivi e trarne un vantaggio economico stimato in oltre tre miliardi di euro da utilizzare per la riconversione e integrale bonifica del grande patrimonio minerario della Sardegna.