Settori vitali – Sanità moderna ed efficiente

Settori vitali – Sanità moderna ed efficiente

SETTORI VITALI PER LA NAZIONE SARDA A MEDIO TERMINE

 

SANITÀ MODERNA E EFFICIENTE

Apriremo la sanità ai più innovativi modelli organizzativi di livello internazionale, niente più code e liste interminabili di attesa, ma diagnosi e servizi h24, per dare servizi e ammortizzare, abbattendo i costi, le stesse apparecchiature diagnostiche. Attivando modelli di presenza qualificata sul territorio, dal primo intervento alla lungodegenza e rafforzando in termini moderni le specialistiche nei presidi cardine della sanità sarda. Partendo dal presupposto che occorre cancellare la gestione clientelare e antieconomica che caratterizza da tempo la sanità sarda prevediamo il varo di un vero e proprio piano di “efficienza sanità” per consentire a tutti i sardi di godere appieno di compiuti diritti di cittadinanza e di protezione sanitaria e sociale, di cui già fruiscono i cittadini di altre Regioni dello Stato italiano più organizzate.

In questo quadro troveranno collocazione e compimento temi quali la riscoperta e la valorizzazione dei piccoli ospedali che taluno vorrebbe, con buona dose di insipienza ammantata di tecnicismo e di esagerata spinta alla razionalizzazione, semplicemente eliminare, con buona pace per le pari opportunità delle popolazioni delle zone interne della nostra nazione.

L’obiettivo è per noi quello di conciliare il principio di solidarietà con le esigenze di efficacia, di efficienza e di corretto uso delle risorse.

L’obiettivo è quello di coordinare e di integrare gli interventi sanitari con quelli dell’istruzione, con le politiche attive, di formazione, di avviamento, di inserimento lavorativo, di concertazione e cooperazione tra i diversi livelli istituzionali, tra questi e i soggetti del Terzo Settore, elementi fondamentali della catena sociale e assistenziale in Sardegna.

La Sardegna ha finora adottato un sistema di welfare orientato sui concetti di “sanità”, quindi di cura, e di “sociale” inteso come assistenza, piuttosto che di politiche sociali integrate. Il sistema sanitario attuale costituisce circa il 50% del bilancio RAS eppure non è efficiente: è ancora orientato a offrire servizi prevalentemente nelle città ed è incentrato su poli ospedalieri. Questo è spesso più funzionale a interessi privati e personalistici che a quelli dei cittadini e genera sovraffollamento e servizi lenti. La condizione di persone con disabilità, persone anziane e più in generale persone in difficoltà, che anche a causa della crisi economica sono sempre più numerose, ha ormai raggiunto dei livelli critici. Sono sempre di più le persone che rinunciano a curarsi perché non più in grado di pagare il ticket sulle prestazioni specialistiche sanitarie.

Sardi Liberi vuole creare un sistema integrato di salute dove le politiche di pianificazione e programmazione in tutti i settori siano incentrate sul benessere del cittadino. Proponiamo soluzioni efficaci e concrete che nell’immediato si concretizzano in interventi mirati e sinergici per migliorare le condizioni di vita e quindi di salute delle persone e che nel medio e lungo periodo si integreranno strategicamente con politiche abitative, del lavoro, dell’agricoltura e industria, dell’ambiente e dello sport.

Per raggiungere questi obiettivi intendiamo concentrarci sulla promozione della salute dei cittadini e delle comunità, non limitandoci solo a offrire sanità e assistenza, ma incentivando e replicando le eccellenze del nostro servizio sanitario e sociale che danno vita a tante piccole iniziative di innovazione, ricerca e buone prassi. Eccellenza non è solo la sala iper accessoriata di un ospedale, ma anche la lista d’attesa corta dal dentista della Asl locale.

Riequilibrare la distribuzione dei servizi di base nel territorio sardo e la loro riqualificazione e integrazione con i servizi specialistici centrali dislocati nei grandi centri.

Considerare la sanità e il sociale non come una spesa, ma come un investimento e quindi rendere effettiva la trasparenza del bilancio regionale, la responsabilizzazione sulla spesa di tutti i soggetti (ASL, organizzazioni, operatori) e frenare il trend di indebitamento progressivo attraverso un piano di rientro pluriennale basato su un coerente equilibrio tra considerazioni finanziarie e obiettivi di salute pubblica e qualità.