Sfida 3: zona franca integrale – Le accise

Sfida 3: zona franca integrale – Le accise

Nell’ambito del piano fiscale si colloca la questione relativa alle accise che costituisce tema di negoziazione urgente e dirimente con lo Stato. In tal senso è indispensabile compensazione del danno ambientale arrecato dalle industrie petrolifere, sia da parte dello Stato che dalle stesse imprese, sia in termini economici e fiscali che con interventi urgenti e risolutivo della questione ambientale con azioni tese ad eliminare ogni rischio per la popolazione e i lavoratori.

In tal senso si propone una puntuale analisi dei dati macro dati relativi alla generazione di accise in territorio sardo e scippati dallo Stato italiano.

Lo Stato non ci regala nemmeno un euro: tutti i trasferimenti alla RAS sono in base ad una percentuale di restituzione stabilita nello Statuto. 9/10, 7/10 e via dicendo. In pratica lo Stato preleva le nostre tasse e ce ne restituisce una parte. Dunque non è vero che lo Stato ci dà più di quanto ci spetta. Sono soldi nostri e ce li restituisce solo in parte. 

  

La discriminazione fiscale che subiscono i sardi non ha eguali in Europa. Noi paghiamo le tasse come se vivessimo in Lombardia. Con la differenza che la Lombardia non è un’isola ed è al centro dell’Europa. La Lombardia ha strade a otto corsie, la Sardegna mulattiere. La Lombardia ha treni veloci sino a Reggio Calabria, la Sardegna trenini a scartamento ridotto. Noi paghiamo l’energia e i trasporti il 40% in più di qualsiasi altra Regione italiana. Dunque, non solo non ci danno niente ma ci discriminano. Emerge chiaramente che gli interessi nazionali sardi non coincidono e non potranno coincidere con quelli dello Stato italiano.

  

E poi la grande rapina dei sei miliardi all’anno sulle produzioni di beni soggetti ad accise. Beni prodotti in Sardegna per i quali lo Stato ci porta via ogni anno 6 miliardi e 36 milioni (6.036.875.128 euro).

Partiamo da quest’ultimo dato. Ogni anno la Sardegna produce beni che generano entrate per lo Stato di 6 miliardi di euro. Dalla birra all’alcol in genere, dalla benzina senza piombo al gasolio. Accise che ai sardi vengono corrisposte non per quanto produciamo ma per quanto consumiamo. Primo grande inganno di Stato. A generare questo grande inganno furono Soru e Prodi che fissarono le accise al consumo e non alla produzione. Del resto basta leggere gli atti parlamentari di allora. 

Noi produciamo 6.420.321 di ettolitri di birra, l’aliquota è di 2,35: ci fregano 15 milioni (15.087.754);

Produciamo alcoli per 6.852/ettolitri anidro, aliquota imposta 800,01 euro, ci fregano 5 milioni e mezzo (5.481.669);

Si producono in Sardegna 3.753.370 per 1000 litri di benzina senza piombo, l’aliquota è 564 euro ogni 1000 litri, ovvero un gettito per lo Stato di 2 miliardi e 116 milioni (2.116.900.680)

Si producono in Sardegna 8.577.422 X 1000 litri di gasolio con un’aliquota di 423 euro ogni 1000 litri pari a 3 miliardi e 628 milioni di euro (3.628.249.506);

Sommando tutte le altre produzioni sarde si arriva alla cifra di 6 miliardi e 36 milioni (6.036.875.128).

Dunque è falso che lo Stato assiste la Sardegna, ma è esattamente il contrario.

Il dato sostanziale è ulteriormente aggravato da un dato oggettivo: le catene dello Stato, il regime fiscale, i divari insulari e infrastrutturali portano la Sardegna al deserto economico e sociale e quindi a sempre maggior dipendenza.