Sfida 4: riqualifichiamo la Sardegna – efficienza energetica

Sfida 4: riqualifichiamo la Sardegna – efficienza energetica

LA NUOVA FRONTIERA DELL’EFFICIENZA ENERGETICA

 

Il ritardo sardo e le nuove opportunità.

La nostra società e il nostro stile di vita dipendono da un enorme consumo di energia che viene prodotta per illuminare, riscaldare, far funzionare gli elettrodomestici, produrre materiali di ogni tipo e far muovere i mezzi di trasporto.

I consumi energetici pongono seri problemi di carattere «globale», al cui miglioramento si può contribuire con azioni su scala locale. Tali azioni devono tradursi essenzialmente in azioni per il miglioramento dell’efficienza energetica (sia nelle fasi di produzione e di trasformazione dell’energia che negli usi finali) e in misure per la sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con fonti energetiche rinnovabili. Quando parliamo di efficienza energetica facciamo riferimento a tutta quella serie di azioni che permettono, a parità di servizi offerti, di consumare meno energia. L’efficienza è quindi, prima di tutto, quella del sistema energetico nel suo complesso, ossia la capacità di garantire un determinato servizio (ad esempio il riscaldamento) attraverso la fornitura della minore quantità di energia possibile.

L’edilizia è il settore con l’impatto più elevato.

La proposta nasce da un’analisi puntuale: il comparto edilizio rappresenta uno dei settori dell’economia ad impatto più elevato in termini di consumi energetici e di emissioni di gas ad effetto serra, sia in fase di costruzione che in fase di uso, gestione e manutenzione.

In Europa i consumi complessivi di energia per il solo riscaldamento degli edifici superano di poco il 40 per cento del totale, con grande influenza sulle emissioni di anidride carbonica, responsabile del 50 per cento dell’effetto serra. Si calcola che ottimizzando l’uso dell’energia negli edifici si potrebbero ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 42 per cento.

 

Primi nei consumi, penultimi nei materiali isolanti.

Questi dati rendono ancora più evidente l’esigenza di un intervento normativo sulla materia ma anche di mettere in campo provvedimenti rilevanti sul piano attuativo in grado di stimolare un profondo intervento strutturale. 

Secondo un’indagine condotta su scala europea, l’Italia e conseguentemente la Sardegna si colloca al primo posto per i consumi energetici dovuti al riscaldamento invernale degli edifici e per le conseguenti emissioni inquinanti di anidride carbonica mentre è paradossalmente al penultimo posto per l’utilizzo di materiali isolanti in edilizia.

La certificazione energetica degli edifici.

Elemento imprescindibile del meccanismo che si vuole attivare la certificazione energetica. Un’attività propedeutica tanto alla progettazione di nuovi edifici ad elevate prestazioni quanto alla ristrutturazione complessiva degli edifici, in grado di determinare verosimilmente effetti positivi sul valore di mercato degli immobili, incentivando nel medio termine la riqualificazione degli edifici a bassa prestazione energetica. La certificazione energetica degli edifici, introdotta in Italia dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, rappresenta una leva per incrementare l’efficienza ma soprattutto un elemento di chiarezza per l’utente, che deve essere messo nelle condizioni di scegliere con la massima semplicità e convenienza la nuova filosofia realizzativa e gestionale della propria abitazione.

 

Gli obiettivi prioritari della certificazione energetica degli edifici possono essere così sintetizzati:

  1. orientare strategie di incentivazione dell’efficienza energetica;
  2. creare i presupposti oggettivi per un miglioramento continuo della qualità energetica degli edifici: qualità energetica = maggiore valore;
  3. migliorare la trasparenza del mercato immobiliare fornendo agli acquirenti e ai locatari di immobili un’informazione oggettiva e trasparente sulle caratteristiche (e sulle spese) energetiche dell’immobile;
  4. informare e rendere coscienti i proprietari degli immobili del costo energetico legato alla conduzione del proprio «sistema edilizio» in modo da incoraggiare interventi migliorativi dell’efficienza energetica della propria abitazione;
  5. consentire agli interessati di pretendere dal fornitore (venditore) di un immobile informazioni affidabili sui costi di conduzione;
  6. mettere l’acquirente nelle condizioni di poter valutare se gli conviene o no spendere di più per un prodotto migliore dal punto di vista della gestione e della manutenzione;
  7. dare anche ai produttori e ai progettisti la possibilità di confrontarsi nella qualità edilizia offerta;
  8. riconoscere e valorizzare gli investimenti dei proprietari che apportano miglioramenti energetici importanti ma poco visibili, come isolamenti di muri, di tetti, eccetera.