Sfida 5: iscola sarda

Sfida 5: iscola sarda

Una scuola sarda, con docenti sardi, per pianificare lo sviluppo e la crescita della nazione sarda. Un piano di rinascita culturale, sociale ed economico che sappia mettere al centro del futuro dell’Isola la crescita dei nostri giovani e sappia trasformare le agenzie della formazione in solidi architravi tra il sapere e il fare. Una visione nuova della società dove la scuola assume il ruolo guida della nuova e restituita identità del Popolo Sardo.

Ora più che mai le identità dei popoli sono e rappresentano un valore insostituibile e decisivo un futuro di democrazia e partecipazione. Per questa ragione, in virtù della sua connotazione identitaria, culturale, storica, sociale e geografica la nostra nazione è chiamata ad individuare una nuova visione della formazione dei suoi giovani capace di coniugare il valore della propria identità con l’ambizione di essere protagonisti nella modernità e nel futuro.

Un piano culturale strategico che mira a porre al centro del proprio progetto l’ambizione di coniugare identità e modernità. Un occhio al passato, un occhio al futuro.

Una scuola che sappia costruire autocoscienza di popolo, radici culturali forti, e nel contempo sappia sviluppare rami agili e dinamici capaci di far crescere e sviluppare il proprio popolo nel quadro della realtà mediterranea, europea e mondiale.

  

Oggi più che mai, dinanzi al tentativo maldestro dello Stato italiano di annientare le diversità e negare ciò che lo Statuto attuale e la stessa Costituzione italiana riconoscono, occorre assumere l’onere non solo della difesa delle prerogative statutarie e costituzionali ma rendere le stesse strumento fondamentale per il riscatto della Scuola Sarda.

In questa direzione occorre ripensare e riorganizzare la Scuola Sarda affidandole l’alta e insostituibile missione di cancellare la dispersione scolastica e valorizzare, in chiave identitaria e moderna, la cultura del popolo sardo.

I giovani sardi sono il futuro della nostra nazione, a loro dobbiamo rivolgere le nostre attenzioni, comprendendo le loro ambizioni e collocandosi nell’alveo di una formazione in grado di stare al passo con i tempi  e di ricevere stimoli ed indirizzi per il loro futuro.

Il primo fondamentale obiettivo è quello di costruire un piano strategico per la valorizzazione identitaria e per la moderna crescita dei saperi. 

Un piano che sappia promuovere sviluppare i valori culturali del popolo sardo e nel contempo assuma come strategico l’obiettivo sviluppare un piano formativo in grado di perseguire le linee strategiche di uno sviluppo moderno ed economicamente sostenibile della Sardegna. 

L’obiettivo è quello di promuovere e sostenere un piano strategico che avrà come fondamentale obiettivo quello di abbattere i livelli di dispersione scolastica.

Un’azione concentrica di tutti i livelli dell’istruzione che persegua, anche attraverso le più avanzate strategie formative, il recupero e il reinserimento nel circuito scolastico formativo di tutti i giovani sardi. Nessuno di loro deve restare senza istruzione e cultura, fondamento primordiale per il proprio percorso di vita, sociale e personale.

In questo processo la scuola può e deve svolgere un ruolo fondamentale superando una logica di mera didattica e proiettandosi in una dimensione di sviluppo della cultura, della socialità, dell’economia della Sardegna. Le scuole devono divenire agenzie attive e permanenti su tutto il territorio nazionale sardo, devono aprirsi e restare aperte alla società, devono contribuire al riscatto di un popolo, dai figli ai genitori. 

Abbiamo l’obbligo di cancellare le distanze tra cultura, scuola e lavoro. 

Dobbiamo costruire una grande infrastruttura culturale che, come per la viabilità, per l’energia, per l’acqua, deve servire a collegare ogni piccola realtà, mettendola in rete e accrescendo le proprie potenzialità culturali, sociali ed economiche.

 

In questa direzione riteniamo che l’identità della scuola sarda debba fondarsi su indirizzi peculiari e specifici tesi a sostenere la rinascita culturale ed economica del popolo sardo.

Dobbiamo formare i nostri giovani in funzione delle potenzialità, delle ambizioni, delle opportunità che la Sardegna può offrire. 

Programmi e didattica fondati sull’ambizione di crescita del popolo sardo.

In questo contesto i programmi scolastici e la conseguente implementazione dell’offerta formativa devono essere il presupposto per orientare le scelte organizzative e gestionali della Scuola Sarda. In questa direzione vanno orientate le scelte future affidando alle istituzioni locali il compito di orientare e pianificare il futuro della Scuola Sarda. 

Non potranno e non dovranno più verificarsi gravi e insostenibili prevaricazioni e ingerenze statali nella gestione della Scuola Sarda. 

Una Scuola Sarda al passo con i tempi, in grado di recuperare i gap, trasformandosi da inseguitrice ad apripista.

Identità significa, per esempio, avviare un grande piano di valorizzazione e qualificazione dell’inestimabile patrimonio culturale nazionale del popolo sardo che deve diventare fonte di moderna occupazione, di sviluppo endogeno e crescita sociale e culturale. Pensiamo ad un modello di sviluppo della Sardegna sostenuto dalla cultura, dall’istruzione e dalla tecnologia. 

 

Il principale investimento della Sardegna sia e debba essere: capitale umano, capitale umano ed ancora capitale umano.

Ai piani didattici e formativi che in quest’ottica dovranno essere predisposti garantendo il ruolo preminente e decisivo di tutti i docenti sardi, occorre aggiungere un vero e proprio Piano Marshall della crescita e della cultura della Sardegna che metta in campo formatori itineranti, che riaprano le scuole chiuse dei piccoli paesi, svolgendo la funzione di animatori culturali e formativi, organizzando e rendendo sinergiche le realtà aggregative e le agenzie del sociale, da quelle sportive a quelle delle tradizioni popolari sarde, dalla musica alla formazione professionale, dall’insegnamento della Lingua sarda all’Inglese, sino ad una piena alfabetizzazione informatica.

I dati della disoccupazione sarda sono sotto gli occhi di tutti e per buona parte si tratta di disoccupazione intellettuale di tanti laureati. Dobbiamo colmare senza ulteriori perdite di tempo il divario tra l’istruzione che il sistema economico richiede per essere competitivo e l’istruzione che viene impartita, ad ogni livello. Bisogna consentire una maggiore elasticità dei programmi, e va sempre cercato e perseguito l’inserimento nelle grandi reti europee ed internazionali dell’istruzione.