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Un piano per l'autogestione dell’ambiente, con incentivi per piantare, piantare e piantare alberi, per difendere le risorse delle foreste (fauna e flora tipiche), e contrastare il processo di erosione e desertificazione del suolo sardo. Pianificare lo sviluppo in funzione del popolo sardo e non degli amici o degli amichetti del Qatar o dei russi di turno. Con i sardi protagonisti dell’ambiente. Mettendo in piedi un piano non per la quantità ma per la qualità dell’insediamento, a partire dal recupero imponente di tutto l’edificato riconducendolo a qualità e razionalità.

La Sardegna come Isola sperimentale per la produzione di ossigeno. Le foreste sono da sempre un grande polmone d’ossigeno, ma costituiscono anche una grande fonte di lavoro. La proposta di legge è innovativa: oltre a vietare in Sardegna il nucleare e l’eolico a mare, propone l’utilizzo degli incentivi delle fonti alternative anche per il mantenimento e per la predisposizione di nuovi impianti di forestazione con essenze endogene. Si tratta di un ribaltamento del concetto di incentivo energetico: non pagati per  inquinare ma incentivati a produrre ossigeno. Si tratta di un processo fondamentale che consentirà secondo il piano strategico forestale di impiantare 200.000 ettari di nuova forestazione e la valorizzazione e la tutela di tutte le foreste della Sardegna. Non pale eoliche ma foreste di querce e lentischi.

Puntiamo alla sovranità energetica che governi la produzione elettrica pubblica e privata e della gestione integrata delle reti.  Non esiste altra strada per tutelarci dalle speculazioni energetiche che non sia quella di imporre il diritto dei sardi alla propria sovranità energetica attraverso scelte libere, moderne, sostenibili e indipendenti dagli interessi di grandi gruppi di speculatori privati. Questo comporterà l’immediata moratoria e il successivo divieto di qualsiasi tipo di sfruttamento delle risorse energetiche fossili, limitate e inquinanti presenti nel sottosuolo sardo. Le fonti rinnovabili non sono prive di impatti: faremo una legge sarda che regoli in modo chiaro e preciso lo sfruttamento delle risorse naturali come vento, sole, biomasse, acqua e nei moti marini correntizio e ondoso da parte di entità private esterne in modo che i benefici economici derivanti dal loro sfruttamento siano a vantaggio delle comunità locali e compensino la violazione di paesaggi e spazi urbani. La principale fonte di energia è

Edifici pubblici e privati, casa-qualità, premialità volumetrica direttamente connessa alla qualità energetico-ambientale. L’obiettivo è chiaro: riqualificare la Sardegna, dal recupero paesaggistico e architettonico dei paesi alle città, dalle abitazioni alle strutture pubbliche, con case e quartieri di qualità, che risparmino energia, non inquinino e garantiscano una moderna ed elevata vivibilità.  Un grande progetto energetico ambientale di riconversione del patrimonio edilizio capace di rimettere in moto l'economia rispondendo a una grande esigenza di qualità insediativa.  Case a consumo zero o minimo, quartieri riqualificati e nuovi insediamenti residenziali moderni con impatto ambientale limitatissimo e risparmio energetico garantito.    RILANCIARE L'ECONOMIA CON UNA SARDEGNA RIQUALIFICATA  Gli obiettivi. Puntiamo alla realizzazione di un vero e proprio piano strategico e straordinario denominato «riqualificare la Sardegna». Un grande cantiere «ambiente energia Sardegna» attivabile con un provvedimento di principi e indirizzi, urgente e limitato nel tempo, con l'obiettivo di favorire l'immediata ripresa economica, con una ricaduta immediata per piccole e medie imprese, da quelle