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Realizzare il più grande piano agro-pastorale e forestale della Sardegna. Far uscire il sistema agricolo dallo strozzinaggio bancario e dalla disastrosa gestione di questi ultimi dieci anni per trasformarlo nel più moderno sistema produttivo del Mediterraneo. Intervento immediato per la ricapitalizzazione delle aziende, una pala eolica remunerata per ogni azienda, serre produttive con la generazione di energia alternativa, sistemi di microirrigazione, processo colturale unitario per filiere territoriali e settoriali, piano unitario di commercializzazione e marketing. Primo obiettivo: non importare più prodotti agroalimentari. Oggi la Sardegna importa l’80% dei consumi agroalimentari, noi dobbiamo avviare processi che invertano la tendenza. Una grande piano Marshall per l’agro-pastorizia e la trasformazione. Sarà realizzata una dogana sarda ambientale e sanitaria nei porti al fine del controllo fitosanitario e veterinario di qualsiasi prodotto agroalimentare in ingresso individuando provenienza, legalità della produzione sul piano ambientale e sanitario e tracciandone il commercio in Sardegna.

La Sardegna come Isola sperimentale per la produzione di ossigeno. Le foreste sono da sempre un grande polmone d’ossigeno, ma costituiscono anche una grande fonte di lavoro. La proposta di legge è innovativa: oltre a vietare in Sardegna il nucleare e l’eolico a mare, propone l’utilizzo degli incentivi delle fonti alternative anche per il mantenimento e per la predisposizione di nuovi impianti di forestazione con essenze endogene. Si tratta di un ribaltamento del concetto di incentivo energetico: non pagati per  inquinare ma incentivati a produrre ossigeno. Si tratta di un processo fondamentale che consentirà secondo il piano strategico forestale di impiantare 200.000 ettari di nuova forestazione e la valorizzazione e la tutela di tutte le foreste della Sardegna. Non pale eoliche ma foreste di querce e lentischi.