lavoro Tag

È un piano che segna la rinascita della grande e parzialmente conosciuta civiltà sarda. Primo concetto: ai sardi i Nuraghi, con la modifica costituzionale, statutaria e legislativa delle competenze attraverso il superamento delle soprintendenze statali e la nascita di una competenza specifica della RAS per la tutela e la valorizzazione e lo studio della Sardegna nuragica. Un progetto strategico culturale, economico e occupazionale in grado di creare migliaia di nuovi posti di lavoro. Nasce l’Autostrada dei nuraghi, l’illuminazione di tutti i siti nuragici della Sardegna, un piano di tutela urgente e a regime delle migliaia di presidi nuragici della nazione sarda. Un piano che rilancia un potenziale turistico e di brand nuragico valutato in 2,3 miliardi di euro.   Queste entrate potrebbero dare sostegno e supporto anche alle produzioni artistiche e artigianali espressione dell’identità nazionale sarda in un’ottica di incentivo da un lato alla diffusione di contenuti coerenti con una visione nazionale

La Sardegna come Isola sperimentale per la produzione di ossigeno. Le foreste sono da sempre un grande polmone d’ossigeno, ma costituiscono anche una grande fonte di lavoro. La proposta di legge è innovativa: oltre a vietare in Sardegna il nucleare e l’eolico a mare, propone l’utilizzo degli incentivi delle fonti alternative anche per il mantenimento e per la predisposizione di nuovi impianti di forestazione con essenze endogene. Si tratta di un ribaltamento del concetto di incentivo energetico: non pagati per  inquinare ma incentivati a produrre ossigeno. Si tratta di un processo fondamentale che consentirà secondo il piano strategico forestale di impiantare 200.000 ettari di nuova forestazione e la valorizzazione e la tutela di tutte le foreste della Sardegna. Non pale eoliche ma foreste di querce e lentischi.

Una scuola sarda, con docenti sardi, per pianificare lo sviluppo e la crescita della nazione sarda. Un piano di rinascita culturale, sociale ed economico che sappia mettere al centro del futuro dell’Isola la crescita dei nostri giovani e sappia trasformare le agenzie della formazione in solidi architravi tra il sapere e il fare. Una visione nuova della società dove la scuola assume il ruolo guida della nuova e restituita identità del Popolo Sardo. Ora più che mai le identità dei popoli sono e rappresentano un valore insostituibile e decisivo un futuro di democrazia e partecipazione. Per questa ragione, in virtù della sua connotazione identitaria, culturale, storica, sociale e geografica la nostra nazione è chiamata ad individuare una nuova visione della formazione dei suoi giovani capace di coniugare il valore della propria identità con l’ambizione di essere protagonisti nella modernità e nel futuro. Un piano culturale strategico che mira a porre al centro

Edifici pubblici e privati, casa-qualità, premialità volumetrica direttamente connessa alla qualità energetico-ambientale. L’obiettivo è chiaro: riqualificare la Sardegna, dal recupero paesaggistico e architettonico dei paesi alle città, dalle abitazioni alle strutture pubbliche, con case e quartieri di qualità, che risparmino energia, non inquinino e garantiscano una moderna ed elevata vivibilità.  Un grande progetto energetico ambientale di riconversione del patrimonio edilizio capace di rimettere in moto l'economia rispondendo a una grande esigenza di qualità insediativa.  Case a consumo zero o minimo, quartieri riqualificati e nuovi insediamenti residenziali moderni con impatto ambientale limitatissimo e risparmio energetico garantito.    RILANCIARE L'ECONOMIA CON UNA SARDEGNA RIQUALIFICATA  Gli obiettivi. Puntiamo alla realizzazione di un vero e proprio piano strategico e straordinario denominato «riqualificare la Sardegna». Un grande cantiere «ambiente energia Sardegna» attivabile con un provvedimento di principi e indirizzi, urgente e limitato nel tempo, con l'obiettivo di favorire l'immediata ripresa economica, con una ricaduta immediata per piccole e medie imprese, da quelle

RIVOLUZIONE LOW COST, DIECI MILIONI DI NUOVI PASSEGGERI/TURISTI RIEMPIREMO LA SARDEGNA DI TURISTI TUTTO L’ANNO  Metteremo in campo una vera e propria rivoluzione economica turistica: il nostro piano è già definito, subito accordo con le compagnie low cost, per far diventare la Sardegna baricentro del turismo Mediterraneo, con duplice ponte verso l’Africa e verso l’Europa. L’accordo con le compagnie low cost punta a portare 10 milioni di turisti aggiuntivi, spalmati in 365 giorni all’anno. Il meccanismo sarà virtuoso e moltiplicatore. Lo stesso che attuato nel 2002 ad Alghero. Quel modello è stato ritenuto l’unico legittimo dall’Europa.    Prevediamo un contributo co-marketing di dieci euro per ogni passeggero che sbarca in terra sarda. Le statistiche dicono che ognuno di loro spenderà 500 euro procapite.  Il risultato è chiaro: con una ricaduta fiscale minima del 10% la Regione incasserà 50 euro.  Se spendiamo 100 milioni la Regione incasserà 500 milioni come entrate fiscali.    Avremo un incremento di 5

La nostra prima grande sfida è quella del lavoro. Una scelta strategica sul piano economico, sociale, capace di affermare un principio fondato sulla dignità della persona. Non mero assistenzialismo temporaneo e distorsivo, ma un piano strategico in grado di restituire dignità al popolo sardo attraverso il lavoro e la produzione. In questa direzione si muovono tutte le grandi sfide che qui vengono proposte. Il grande piano straordinario del lavoro è articolato in questa prima sfida diretta alla creazione di lavoro funzionale prima di tutto al mondo dell’impresa.    Il piano prevede un intervento strategico diretto della Regione in grado di generare con urgenza un incremento occupazionale legato soprattutto ai seguenti settori: a) della produzione di beni e servizi, ivi compresi i servizi socio assistenziali;  b) del turismo, delle opere complementari alle attività turistiche e della produzione di servizi turistici.    Tale piano strategico quinquennale avrà uno stanziamento complessivo di almeno un miliardo di euro (200 milioni