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In questi anni il centrosinistra prima e il centrodestra dopo hanno proposto strategie fallimentari sia sul piano della visione che gestionali del governo del territorio. Hanno posto al centro del confronto la quantità delle volumetrie non ponendosi in alcun modo l’obiettivo strategico della qualità, a partire dalla riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’esistente in una moderna concezione di pianificazione dinamica e funzionale alle modificazioni economiche. Noi ribalteremo l’approccio al tema della pianificazione: non quantità ma qualità. Il primo provvedimento che adotteremo punta a rendere immediata e automatica la modifica della destinazione urbanistica all’interno di parametri funzionali prestabiliti in grado di attivare senza ulteriori perdite di tempo il recupero dell’esistente, dalle vecchie strutture minerarie a quelle militari, dalle vecchie volumetrie industriali a quelle dei piccoli paesi, consentendo, per esempio, la rifunzionalizzazione in chiave turistico ricettiva di tutte quelle abitazioni abbandonate e chiuse. Nel contempo ridisegneremo la pianificazione urbanistica e paesaggistica, con una legge urbanistica che

Tutte le volumetrie esistenti, abbandonate e inutilizzate, possono essere recuperate con variante automatica di destinazione d’uso, senza perdita di tempo di procedure tortuose come varianti di piano, legislative o regolamentari. Urbanistica dinamica al passo con l’economia. Dalle vecchie miniere, agli edifici militari, dalle case abbandonate nei piccoli paesi agli immobili tuguri nelle grandi città. Il più grande piano di riqualificazione urbanistico architettonico della Sardegna con premialità per chi introduce parametri elevati energetico ambientali in grado di abbattere l’inquinamento e la dispersione energetica generato dal patrimonio immobiliare.

Puntiamo alla sovranità energetica che governi la produzione elettrica pubblica e privata e della gestione integrata delle reti.  Non esiste altra strada per tutelarci dalle speculazioni energetiche che non sia quella di imporre il diritto dei sardi alla propria sovranità energetica attraverso scelte libere, moderne, sostenibili e indipendenti dagli interessi di grandi gruppi di speculatori privati. Questo comporterà l’immediata moratoria e il successivo divieto di qualsiasi tipo di sfruttamento delle risorse energetiche fossili, limitate e inquinanti presenti nel sottosuolo sardo. Le fonti rinnovabili non sono prive di impatti: faremo una legge sarda che regoli in modo chiaro e preciso lo sfruttamento delle risorse naturali come vento, sole, biomasse, acqua e nei moti marini correntizio e ondoso da parte di entità private esterne in modo che i benefici economici derivanti dal loro sfruttamento siano a vantaggio delle comunità locali e compensino la violazione di paesaggi e spazi urbani. La principale fonte di energia è