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In questi anni la Regione Sardegna ha sempre più assunto una visione centralista che si è manifestata con l’incapacità di costruire una visione moderna sia dell’assetto istituzionale sia di quello organizzativo gestionale. Ha cercato di riportare a sé l’intero governo senza esserne capace e dimostrandosi fallimentare nella gestione organizzativa per via della cecità politica. Occorre avere ben chiaro il primario obiettivo: Sardegna, nazione dei Comuni. Il tradizionale modello “Regione-centrico” riproposto da centrodestra e centrosinistra in queste ultime due legislature è risultato fallimentare, occorre per questo pensare e costruire un vero e proprio sistema delle autonomie locali sarde. Il nuovo sistema delle autonomie deve vedere la RAS assumere un ruolo eminentemente legislativo e di coordinamento, in cui l’attività regolamentare ed amministrativa degli enti locali deve esprimersi nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Il sistema degli enti locali deve funzionare in sinergia con la Regione, in modo da formare una rete

La definizione del nuovo rapporto tra Sardegna e Italia è fondamentale per il riconoscimento dei diritti del popolo sardo all’autodeterminazione. Il nuovo rapporto tra Stato italiano e nazione sarda è la sfida politica più alta di Sardi Liberi.  Finché il popolo sardo continuerà a farsi rappresentare dai partiti italiani o da movimenti politici locali che hanno assimilato il modus operandi affaristico e subalterno del periodo autonomistico, nulla potrà mai cambiare nella condizione di sottosviluppo funzionale agli interessi italiani. In questa direzione va bloccato il tentativo maldestro dello Stato di cancellare la differenziazione tra Regioni speciali e quelle ordinarie, facendo sopravanzare queste ultime con atti incostituzionali e lesivi del principio di coesione e riequilibrio comunque sanciti dalla stessa Costituzione italiana. È condizione essenziale proporre l’impugnativa costituzionale di tali atti con particolare riferimento agli accordi tra Stato italiano e Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. È fin troppo evidente che l’attribuzione di poteri rilevanti e ingenti risorse