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In questi anni il centrosinistra prima e il centrodestra dopo hanno proposto strategie fallimentari sia sul piano della visione che gestionali del governo del territorio. Hanno posto al centro del confronto la quantità delle volumetrie non ponendosi in alcun modo l’obiettivo strategico della qualità, a partire dalla riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’esistente in una moderna concezione di pianificazione dinamica e funzionale alle modificazioni economiche. Noi ribalteremo l’approccio al tema della pianificazione: non quantità ma qualità. Il primo provvedimento che adotteremo punta a rendere immediata e automatica la modifica della destinazione urbanistica all’interno di parametri funzionali prestabiliti in grado di attivare senza ulteriori perdite di tempo il recupero dell’esistente, dalle vecchie strutture minerarie a quelle militari, dalle vecchie volumetrie industriali a quelle dei piccoli paesi, consentendo, per esempio, la rifunzionalizzazione in chiave turistico ricettiva di tutte quelle abitazioni abbandonate e chiuse. Nel contempo ridisegneremo la pianificazione urbanistica e paesaggistica, con una legge urbanistica che

Tutte le volumetrie esistenti, abbandonate e inutilizzate, possono essere recuperate con variante automatica di destinazione d’uso, senza perdita di tempo di procedure tortuose come varianti di piano, legislative o regolamentari. Urbanistica dinamica al passo con l’economia. Dalle vecchie miniere, agli edifici militari, dalle case abbandonate nei piccoli paesi agli immobili tuguri nelle grandi città. Il più grande piano di riqualificazione urbanistico architettonico della Sardegna con premialità per chi introduce parametri elevati energetico ambientali in grado di abbattere l’inquinamento e la dispersione energetica generato dal patrimonio immobiliare.