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Su questo fronte assume priorità assoluta la proposta di legge di iniziativa popolare che punta ad istituire un servizio indipendente dallo Stato di riscossione dei tributi. È sempre più forte e condivisa tra i cittadini della nazione sarda l’esigenza di poter gestire in modo certo, diretto e trasparente la ricchezza prodotta in Sardegna. L’annosa e irrisolta “vertenza entrate” fra la RAS e lo Stato italiano ha reso evidente la necessità per i nostri cittadini di dotarsi di strumenti efficaci per il governo delle proprie entrate fiscali. Questo obiettivo si rende possibile attraverso l’attivazione di una “Agenzia delle entrate della Sardegna”, che abbia funzioni di accertamento e riscossione dei tributi. Le funzioni di questo strumento già si evincono dai disposti degli art. 5,6,7,8 dello Statuto Speciale della Sardegna, mentre l’art. 9 lascia la possibilità alla RAS di delegare dette funzioni allo Stato. L’Agenzia delle Entrate della Sardegna si configura quindi come un

Nell’ambito del piano fiscale si colloca la questione relativa alle accise che costituisce tema di negoziazione urgente e dirimente con lo Stato. In tal senso è indispensabile compensazione del danno ambientale arrecato dalle industrie petrolifere, sia da parte dello Stato che dalle stesse imprese, sia in termini economici e fiscali che con interventi urgenti e risolutivo della questione ambientale con azioni tese ad eliminare ogni rischio per la popolazione e i lavoratori. In tal senso si propone una puntuale analisi dei dati macro dati relativi alla generazione di accise in territorio sardo e scippati dallo Stato italiano. Lo Stato non ci regala nemmeno un euro: tutti i trasferimenti alla RAS sono in base ad una percentuale di restituzione stabilita nello Statuto. 9/10, 7/10 e via dicendo. In pratica lo Stato preleva le nostre tasse e ce ne restituisce una parte. Dunque non è vero che lo Stato ci dà più di quanto

ZONA FRANCA INTEGRALE, INTERNA ED ESTERNA La Sardegna è un'isola collocata al centro del Mediterraneo marginalizzata e resa ultraperiferica dalle politiche dello Stato italiano. La condizione insulare grava con rilevanti effetti negativi economici e sociali sullo sviluppo e sull'occupazione della nazione sarda. La presente proposta di legge ha pertanto l'obiettivo di colmare il divario con i territori continentali derivante dalla condizione insulare.  È fin troppo evidente che la condizione insulare costituisce un limite oggettivo, misurabile e parametrabile e tale svantaggio deve essere colmato non come concessione di un favore o di un vantaggio ma come pieno e oggettivo riconoscimento del diritto universale alla compensazione senza discriminazione alcuna nei confronti dei cittadini sardi e della stessa entità territoriale.  È riconosciuto da studi europei e da previsioni legislative nazionali ed europee un divario rilevante in termini di trasporti, energia e servizi fondamentali in Sardegna. A tale proposito si rileva l'evidente e palese discriminazione economica e fiscale