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Vogliamo revocare le convenzioni con la Tirrenia e perseguire un modello innovativo di continuità territoriale che garantisca uno strumento regolatore dei costi e dei servizi. In tal senso è necessario, sin dalla revoca della convenzione e/o risoluzione contrattuale in base agli artt.14 e 15 della convenzione con la Tirrenia, di un piano emergenziale che contempli un contributo di abbattimento dei costi per tutte le persone e merci che utilizzino compagnie che svolgono regolarmente per tutto l’anno, per determinate frequenze e tratte il servizio di collegamento da e per la Sardegna. La Regione Autonoma della Sardegna è il soggetto che deve decidere.  Puntiamo all’immediata cancellazione della procedura di assegnazione della gara di continuità territoriale perché illegittima e illegale, con compensazioni ingiustificate che costituiscono palese danno erariale. Si tratta di introdurre la tariffa unica, residenti e non, da e per la Sardegna con la definizione di costi direttamente connessi al costo dell’ora volata. Dai dati elaborati

Nell’ambito del piano fiscale si colloca la questione relativa alle accise che costituisce tema di negoziazione urgente e dirimente con lo Stato. In tal senso è indispensabile compensazione del danno ambientale arrecato dalle industrie petrolifere, sia da parte dello Stato che dalle stesse imprese, sia in termini economici e fiscali che con interventi urgenti e risolutivo della questione ambientale con azioni tese ad eliminare ogni rischio per la popolazione e i lavoratori. In tal senso si propone una puntuale analisi dei dati macro dati relativi alla generazione di accise in territorio sardo e scippati dallo Stato italiano. Lo Stato non ci regala nemmeno un euro: tutti i trasferimenti alla RAS sono in base ad una percentuale di restituzione stabilita nello Statuto. 9/10, 7/10 e via dicendo. In pratica lo Stato preleva le nostre tasse e ce ne restituisce una parte. Dunque non è vero che lo Stato ci dà più di quanto

ZONA FRANCA INTEGRALE, INTERNA ED ESTERNA La Sardegna è un'isola collocata al centro del Mediterraneo marginalizzata e resa ultraperiferica dalle politiche dello Stato italiano. La condizione insulare grava con rilevanti effetti negativi economici e sociali sullo sviluppo e sull'occupazione della nazione sarda. La presente proposta di legge ha pertanto l'obiettivo di colmare il divario con i territori continentali derivante dalla condizione insulare.  È fin troppo evidente che la condizione insulare costituisce un limite oggettivo, misurabile e parametrabile e tale svantaggio deve essere colmato non come concessione di un favore o di un vantaggio ma come pieno e oggettivo riconoscimento del diritto universale alla compensazione senza discriminazione alcuna nei confronti dei cittadini sardi e della stessa entità territoriale.  È riconosciuto da studi europei e da previsioni legislative nazionali ed europee un divario rilevante in termini di trasporti, energia e servizi fondamentali in Sardegna. A tale proposito si rileva l'evidente e palese discriminazione economica e fiscale